
Perché sottopongiamo i nostri riscaldatori IP44 a test estremi I bagni rappresentano davvero un incubo per gli elettrodomestici. Pensateci: c’è vapore denso, grandi variazioni di temperatura e acqua che spruzza ovunque. Sul foglio tecnico troverete indicato “IP44”. In teoria, ciò significa che il dispositivo riesce a proteggersi da piccoli detriti e dagli schizzi d’acqua provenienti da qualsiasi direzione. Ma una semplice indicazione sul foglio tecnico non basta per sapere se il riscaldatore potrà effettivamente resistere per tre inverni in condizioni reali.
Il problema legato all’umidità L’umidità trova sempre un modo per entrare all’interno del dispositivo. Per questo motivo, sottoponiamo ogni lotto di lampade a infrarossi a test di durata sotto condizioni di umidità elevata. I sigilli non sono infatti perfetti: quando la lampada si accende, l’aria all’interno del contenitore si espande; quando si raffredda, invece, si contrae. In pratica, è come se il riscaldatore “respirasse”. Se i sigilli non sono sufficientemente efficaci, l’umidità può penetrare all’interno del dispositivo. Quando i vapori d’acqua raggiungono i terminali elettrici, le cose peggiorano rapidamente: si verifica corrosione, perdite di corrente… Nel peggiore dei casi, l’intero dispositivo smette di funzionare.
Test mirati per verificare la resistenza Il nostro processo di test funziona come una “macchina del tempo”: concentriamo anni di usura in poche settimane, sottoponendo i riscaldatori a temperature elevate e umidità elevata. Non ci limitiamo a verificare se il dispositivo funziona o meno: vogliamo capire esattamente dove i materiali cedono. Cerchiamo: – Sigilli che non aderiscono correttamente al vetro di quarzo; – Piccole zone di corrosione sui cavi elettrici; – Isolamenti che iniziano a creparsi sotto pressione.
I compromessi necessari C’è però un problema legato alla impermeabilizzazione: quando si sigilla un dispositivo fino a raggiungere lo standard IP44, si blocca anche il flusso d’aria. Di conseguenza, l’interno del riscaldatore diventa molto più caldo rispetto a quello di un dispositivo aperto all’aria. Se utilizzassimo cavi standard, il calore renderebbe l’isolamento fragile e potrebbe rompersi. Non facciamo affidamento su ipotesi: testiamo i riscaldatori fino a quando non si rompono, poi miglioriamo ulteriormente i sigilli. È l’unico modo per assicurarci che il riscaldatore funzioni per anni, senza problemi.